Villa Rosa
Si trova lungo un percorso ad alta vocazione turistica che si chiude con Villa “San Michele”, la casa-museo, edificata tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento dal medico svedese Axel Munthe, che contribuì, anche con i suoi scritti, a creare il “mito” di questa parte del territorio anacaprese.
La storia e la rinascita
La strada ha anche una valenza storica in quanto, essendo la naturale prosecuzione della cosiddetta Scala Fenicia, l’originario collegamento, risalente all’epoca greca, con la Marina Grande di Capri, conserva ancora l’antica porta medievale, chiamata della ‘Differencia’, che divideva Anacapri da Capri.
È cosi denominata in onore della seconda moglie del suo edificatore e fu una delle prime residenze signorili ottocentesche del paese. Il ricco medico inglese Henry Thompson Green (1809-1887), che acquistò il nucleo originario del plesso e lo ampliò per abitarvi con la famiglia, è da considerarsi, infatti, il primo residente straniero di Anacapri, essendovi stabilitosi nel 1854 con la prima moglie May Ann Bennet. Il loro figlio Alfred fu un bravo fotografo e apri, in via Camerelle, a Capri, (“Anglo-Saxon Company”, un emporio per i turisti stranieri nel quale vendeva ogni tipo di mercanzia, sviluppava fotografie, svolgeva attività immobiliare e gestiva una biblioteca itinerante. Rimasto vedovo, il dottor Green sposò la diciannovenne anacaprese Rosa D’Angiola, dalla quale ebbe tre figli.
Alla fine dell’Ottocento, donna Rosina fittò la villa che venne adibita a struttura ricettiva col nome di “Albergo Barbarossa”. Acquistata da Axel Munthe e, perciò, rientrata poi tra i beni della Fondazione “San Michele”, negli anni Sessanta venne presa in fitto quale sede dell’Istituto Professionale di Stato per il Commercio “Francesco Caracciolo”, sezione distaccata di quello di Napoli.
Nel 1979 la fondazione la donò al Comune di Anacapri. Tra il 1982 e il 1984, la villa fu sede di “Anacapri: Questioni delle arti. Incontri internazionali”, un’iniziativa dell’Amministrazione comunale che presentava, nel comitato scientifico, i nomi prestigiosi di Giulio Carlo Argan, Achille Bonito Oliva, Gillo Dorfles, Filiberto Menna, Lea Vergine e Francesco Vincitorio, Li si tenevano seminari e stages estivi di pittura, scultura e ceramica a cura di docenti-artisti di fama internazionale: Enrico Baj, Arnaldo Pomodoro, Joe Tilson, Andrea Cascella, Toti Scialoja, Dusan Dzamonja, Betty Woodmane Nino Caruso.
Nel 1983 la villa ospito la mostra Capri 1905/1940.
Rinascita
Tra il 2018 e il 2023
la Villa è stata oggetto di un imponente intervento di riqualificazione e valorizzazione culturale fortemente voluto dall’amministrazione comunale di Anacapri che ha investito a tal fine un importo di circa 3 milioni di euro, donando al territorio e alla cittadinanza un vero hub culturale e di inclusione sociale, Una parte della Villa è adibita a museo con l’allestimento permanente delle opere di Raffaele Castello della collezione comunale e mostre temporanee dedicate prevalentemente ad artisti e fotografi che nel corso dei secoli hanno soggiornato sull’isola di Capri o che hanno fatto dell’isola la loro musa ispiratrice.
Il Comune di Anacapri ha stipulato una convenzione con la Rete di Economia Civile “Sale della Terra” per la gestione di Villa Rosa della durata di 6 anni, occupandosi di avviare in maniera olistica i diversi spazi di Villa Rosa in una visione rinnovata della sua vocazione storica di sito culturale ed accogliente. Il progetto prevede la creazione di un piano di sviluppo integrato per la presa in carico diffusa delle fragilità territoriali con la messa a sistema degli strumenti e delle misure volte alla promozione del welfare di prossimità, attraverso una serie di azioni, per attuare una vera e propria strategia di presa in carico territoriale ad esclusione zero, e generativa di nuove economie civili e sociali.
Visita il sito nazionale